La Nuova Nascita

Scriveva La Bruyere Jean: “Per l’uomo ci sono tre avvenimenti: nascere, vivere, morire. Non si accorge di nascere, si soffre a morire e si dimentica di vivere”.
C’e' pero' una nascita di cui siamo ben consapevoli fin da principio, ed e' la salvezza in Cristo, ed un modo di vivere secondo l’insegnamento della Parola di Dio che ci permettera' di affrontare un giorno la morte stessa con serenita' di spirito, sapendo di incontrare il Signore.
La nuova nascita di cui parlo' Gesu' alla samaritana e a Nicodemo, e che determina l’esperienza della salvezza, e' successiva al ravvedimento, che possiamo definire come le doglie della donna che sta per mettere al mondo una nuova creatura. Una conversione “indolore” che non sia preceduta dalla consapevolezza del proprio peccato, dal dolore per aver offeso la Santita' di Dio e dalla comprensione che la nostra natura umana e' ribelle e incapace di porre in atto i Suoi Comandamenti, questo tipo di conversione dunque e' soltanto una farsa, una menzogna, una simulazione.

LA NUOVA NASCITA: UNA NUOVA VISIONE INTORNO ALL’AMORE

Scriveva Mounier nel suo Trattato del carattere: “L’occidente sembra invaso da una lenta morte di Dio. Non e' forse che un crepuscolo degli idoli onde aveva nascosto il vero volto di Dio?” Cosi' il problema della vita spirituale e' precisamente quello di riscoprire il vero volto di Dio, non sulle icone, non sull’immaginazione di pittori anche famosi, che si sforzano di raffigurarci il tormento della “passione”, ma riscoprire il vero volto di Dio significa semplicemente essere pervasi dall’amore di Dio, poiche' “Dio e' amore”.
Nella prima epistola di Giovanni 4:8, leggiamo: “Chi non ama non ha conosciuto Iddio; perche' Dio e' amore”.
L’amore di Dio e' dunque il vero motore spirituale che fa superare ostacoli anche apparentemente insormontabili quali l’inquietudine, la malinconia definita dallo stesso Mounier “la malattia che uccide il desiderio”, la sfiducia, la depressione, la disperazione l’ultimo traguardo di una vita priva di passione e di desiderio.
L’amore e' una forza misteriosa che trasforma il nostro piccolo mondo inquieto, chiuso, pieno di egoismo, individualismo, tornaconto e profitto, in un universo piu' stabile, consapevole. Il calore e la forza dell’amore e' il vero calore di Dio.

LA NUOVA NASCITA: UNA NUOVA VISIONE DI NOI STESSI

Gesu' racconta la parabola del pubblicano che sale al Tempio per pregare. Questi non osa neanche alzare gli occhi al cielo, ma con una breve espressione, interrotta da singhiozzi e da lacrime, esclama: “Dio abbi pieta' di me, misero peccatore”. Non e' possibile scoprire la nostra poverta' e la nostra miseria, se non attraverso la luce divina. Il profeta Isaia ha una visione, vede Dio assiso su un alto ed elevato trono.
La visione della grandezza di Dio gli rivela la sua intima miseria, e chiede al Signore di purificarlo, poiche' ha scoperto che le sue labbra sono impure. Mose', davanti al pruno ardente, scopre la sua indegnita' e la sua incapacita', ma Dio lo fortifica e gli da' il coraggio di affrontare l’ira di Faraone. L’Apostolo Paolo sulla via di Damasco scopre che fino ad allora aveva perseguitato nei cristiani, Cristo stesso. La sua vita da quel momento avra' un netto e improvviso cambiamento.
La visione che abbiamo di noi stessi, senza l’aiuto della grazia, e' sempre una visione errata; il significato che diamo ai valori della vita, e alle nostre stesse azioni, e' sempre un riflesso della nostra incapacita' di distinguere il bene dal male. Scriveva Mounier: “quando la vita dello spirito si ritrae dietro il legalismo, la moralita' appare come un’armatura di principi. Si cade sovente in un falso stato di grazia, una moralita' sonnacchiosa, una moralita' farisaica”

Talvolta si è severi nel giudicare gli altri, riguardo quegli stessi peccati di cui non si riesce ad ammettere l'esistenza in sè stessi.

E' questa la religiosita' dei puritani, dei moralisti severi e inflessibili. Soltanto in Dio possiamo trovare il perfetto equilibrio tra grazia e moralita', quando cioe' scopriamo che questi due requisiti non sono e non potranno mai formare il nostro patrimonio spirituale, perche' sono completamente incompatibili con la natura umana.
Fligende Blatter amava dire sempre queste parole: “La terra e' la sala d’attesa per il viaggio nell’eternita'”.
Dobbiamo dunque prepararci e prepararci in Cristo, mentre attendiamo il Suo ritorno, per presentarci un giorno davanti a Lui e non essere rigettati.
Che cosa ne pensi, caro lettore? Se non lo hai ancora fatto, in questo momento, dopo che hai letto queste righe, ti esorto a non rimandare la tua scelta per Cristo a domani. Potrebbe essere troppo tardi!
Inginocchiati davanti a Dio e invocaLo per l’opera di Cristo e per il Sangue versato sulla croce. Dio non prova piacere nella rovina dell’empio e del peccatore, ma e' nella Sua volonta' di benedire tutti coloro che credono in Lui. Se poi sei gia' un credente, esaminati alla luce della Parola di Dio. Vivi per Lui? Senti di amarLo piu' della tua vita stessa?
Oppure metti al primo posto i tuoi programmi, e sei schiavo dei tuoi desideri? Pensaci ora e fai ora la tua scelta.

Michele Rutigliano